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Incontro consorzi di Bonifica

Nelle ultime notizie di cronaca, l’agomento Consorzi di Bonifica è stato trattato per i problemi quotidiani che ha dovuto affrontare, dalla mancanza dei rimborsi spese al personale, alla difficoltà nel rispettare gli emolumenti, ultimo poi a Matera la sospensione della fornitura elettrica alla sede per debiti accumulati. Di diversa natura l’incontro organizzato in Mediateca, volto invece a focalizzare il ruolo strategico che l’entre potrebbe svolgere se le condizioni di lavoro cambiassero. Il cda è in continua proproga, perchè non si procede alla rielezione degli organi, la gestione dunque è di sola ordinaria amministrazione. La Regione è ferma sulla legge di riordini da 3 anni, il che di fatto è un blocco su tutta la linea. Il riferimento normativo attuale è la Legge Regionale n. 33 del 6 settembre 2001. Tra i vari articoli, riportiano il comma 3 art.1 e c.1 e 2 art 2

3. La presente legge disciplina, altresì, le modalità dell’intervento pubblico per la bonifica e per l’irrigazione che si realizza tenendo conto delle direttive dell’Unione Europea nelle materie di interesse dello specifico settore, delle linee generali della programmazione economica nazionale e regionale, secondo le previsioni del Programma Regionale di Sviluppo e in modo da assicurare il coordinamento delle attività di bonifica e di irrigazione con le altre azioni per la gestione delle risorse idriche, con gli indirizzi e le direttive del Piano di Bacino e degli altri strumenti di pianificazione e programmazione della Regione in materia di agricoltura, lavori pubblici e tutela del territorio rurale e secondo i principi della concertazione e collaborazione fra gli enti aventi specifiche competenze nei predetti settori.

Art. 2 – (Direttive e programmatiche regionali)

1. La Regione provvede all’elaborazione ed approvazione delle Direttive programmatiche per il settore della bonifica integrale, che indirizzano i contenuti del Piano di bonifica, tutela e valorizzazione del territorio rurale, esplicitandone la compatibilità con la programmazione regionale ed, ove necessario, il coordinamento con i Piani di sviluppo economico-sociale delle Comunità Montane e con gli altri strumenti di pianificazione degli Enti Locali.
2. Le direttive programmatiche indicano le tipologie degli interventi e delle opere ammissibili al Piano; gli interventi considerati di preminente interesse regionale già individuati nella programmazione regionale, nei piani delle Autorità di bacino, degli Enti parco e degli Enti Locali, da affidare alla competenza dei Consorzi di bonifica; le modalità di affidamento ai Consorzi di bonifica degli interventi, anche di preminente interesse regionale; le priorità e gli indirizzi per l’utilizzazione delle risorse disponibili per finanziare il Piano e gli interventi da esso previsti; i meccanismi per l’erogazione dei fondi regionali destinati agli interventi di preminente interesse regionale ed alla sostenibilità della contribuenza consortile; i contenuti e gli atti che formano il Piano. In mancanza dei Piani di bacino, dei Piani di tutela delle acque e del Piano pluriennale di salvaguardia e valorizzazione ambientale e forestale, le Direttive individuano gli indirizzi di bacino per ciascun comprensorio di bonifica proponendosi di contenere il rischio idraulico, di difendere il suolo e le infrastrutture produttive, di salvaguardare l’ambiente naturale, di promuovere la manutenzione ordinaria e straordinaria di opere e territorio, il risparmio idrico in agricoltura e la produttività delle risorse suolo ed acqua, di accompagnare l’organizzazione efficace ed efficiente dei servizi per la difesa del suolo e la valorizzazione della risorsa idrica ai fini prevalentemente agricoli e del miglioramento fondiario.
Ora se tutto dipende dal Piano e Direttive che la Regione deve varare, se  di contro il Consorzio di Bonifica lamenta condotte fatiscenti con perdite notevoli, idrovore che necessitano di pulizia, immobili lasciati al tempo che in 40’anni ne hanno lasciato ben i segni, se di contro gli agricoltori incolpano il Consorzio dei tanti disservizi, come si può investire l’ente di bonifica di un ruolo strategico nel rilancio dell’economia agricola e turismo agrario?

Un corpo senza arti, dfficilmente avrà capacità ed autonomia di gestione .

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