“Matera Festival”, oggi concerto grosso per i New Trolls a Palazzo Lanfranchi
Lunedì 8 luglio a Palazzo Lanfranchi, il Matera Festival apre con il memorabile “Concerto grosso” dei New Trolls. Sul palco, insieme con i suoi musicisti e gli orchestrali dell’ICO Magna Grecia diretti dal maestro Maurizio Lomartire, il leggendario Vittorio De Scalzi, fondatore storico del gruppo che vendette un milione di album grazie a una geniale intuizione di Luis Bacalov. Il Matera Festival, realizzato con il patrocinio di Fondazione Matera Basilicata 2019, contiene un mese di eventi, con omaggi a Rossini e Mozart, tributi ai Queen, Cocciante e al “Piccolo” dell’indimenticato Paolo Grassi. E, ancora, “Amor Sacro”, “Fra-m-menti” e Farlibe Duo con Sepe al sax.
E’ stato più volte a Matera e vi tornerà ancora, promette De Scalzi. Così, con la musica dei “nuovi folletti”, applauditissimi in inverno (gennaio scorso, Auditorium Gervasio), stavolta sarà ospite all’interno del cartellone promosso a pieni voti da Regione Basilicata, Fsc Fondo per lo sviluppo e la Coesione, Comune di Matera, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e “Progetto MaTa, un ponte per la cultura con Total, Shell e Mitsui”.
Proprio grazie al “Progetto MaTa”, che ha segnato un rapporto sempre più stretto fra i Comuni di Matera e Taranto, chiunque lo desideri potrà seguire gli eventi in programma nei due capoluoghi grazie a corse gratuite di bus-navetta: da Taranto a Matera, per assistere agli eventi all’interno del Matera Festival, e da Matera a Taranto per il Magna Grecia Festival. Un’occasione anche per visitare le bellezze di due città che custodiscono tesori senza tempo.
In inverno, si diceva, un primo omaggio a un grande della musica italiana, Luis Bacalov, Oscar per la colonna sonora dell’ultimo Massimo Troisi, “Il Postino”. Fra i tanti meriti, Bacalov aveva avuto anche quello di rivestire di musica barocca il suono dei New Trolls, gruppo musicale che già tanto aveva dato alla musica leggera italiana a partire dalla metà degli Anni Sessanta, fino ai primi Settanta.
Bacalov
e i New Trolls. A volte ritornano. Anzi, mai divisi. «Io e i miei
compagni di un tempo dobbiamo molto a Bacalov – ricorda De Scalzi, che
canta e suona piano e flauto – era stato lui ad avere la geniale
intuizione nell’arrangiare “Concerto grosso”, mescolando la musica
barocca, quella seria, al rock progressivo: un milione di album venduti!
Con i New Trolls realizzammo un secondo disco, ci difendevamo più che
bene dagli attacchi della musica pop che incalzava a suon di 45 giri».
Prima il rock, poi il pop. «Al pop – sorride De Scalzi – arrivammo
obbligati dalla bella vita che ci aveva riservato la popolarità di
“Concerto grosso”: pensate come eravamo matti, avevamo guadagnato così
tanto da montarci la testa; viaggiavamo su “Ferrari” e “Maserati”,
difficile rinunciare a certi capricci; avevamo belle voci, ci facemmo
due conti, così incidemmo “Aldebaran” e “New Trolls”, l’album della
barchetta, e canzoni come “Quella carezza della sera” e “Che idea”:
spopolammo».
Nemmeno a dirlo, nel gennaio scorso, “Indimenticabile Luis”, Auditorium Gervasio “sold out”. Previsione per Palazzo Lanfranchi, idem. New Trolls, bene, bravi, bis.