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L’MpA sull’esito delle amministrative in Basilicata

“Dopo un’elezione, risulta sempre più difficile trovare qualcuno che dichiari, facendo ammenda degli errori commessi, di aver perso!” E’ quanto dichiarano gli esponenti regionali del Movimento per le Autonomie. Infatti, queste ore sono scandite da un continuo susseguirsi di dichiarazioni, dove tutti inneggiano alla vittoria. Vince il PD, poco importa se sullo stesso PD, nei Comuni dove si sono consumate lotte fratricide, dove i duellanti hanno scelto di utilizzare l’arma non del fioretto, ma della sciabola, ed in alcuni posti addirittura della mannaia e dove gli stessi rappresentanti di spicco del partito, per pudore, hanno preferito o non comparire per poter confermare l’amicizia all’uno e all’altro indifferentemente o recarsi di notte come il più antico e consumato degli incontri galanti.

Ha vinto il PDL, smanioso di appuntarsi sul petto stelle e nomi di Sindaci eletti con sigle civiche o con sigle costituite per la fuoriuscita dallo stesso PDL, vedi Baragiano e Vietri di Potenza nei quali gioisce Forza del Sud e Popolari-Udeur.

Hanno vinto anche sigle regionali come i Popolari Uniti, vedi Ruoti. Ha vinto l’UDC attestandosi la vicinanza a questo o quel risultato a seconda della bisogna, o fregiandosi solo di conoscere il Sindaco, magari solo per il fatto che ci si scambi il buongiorno.

Ha vinto l’IDV, anche se non ricordano dove hanno vinto e dove non hanno vinto. Ha vinto l’MPA ad Episcopia, con un Sindaco riconfermato, a Latronico dove il supporto dell’MPA è stato determinante per la vittoria di Fausto De Maria, ed in tanti altri Comuni dove aveva ed ha nuovamente eletto Consiglieri con un ottimo risultato, vedi Palazzo San Gervasio, San Costantino Albanese, ma anche in Comuni dove, pur non avendo nostri candidati, le liste che hanno vinto avevano il nostro appoggio dichiarato, vedi Senise, Maschito ed altri ancora.

Nessuno di questi rappresentanti politici, però, si è chiesto perché è aumentata la gente che non va a votare, manifestando in questo modo il proprio dissenso, oltre che disgusto, verso questo modo di fare politica, preferendo rinunciare al diritto di voto, demonizzando ancora di più tutto ciò che risulta emanazione diretta di una gestione politica che in questi anni si è mostrata miope verso i reali bisogni della gente e per nulla coesa nel partito e tra i partiti.

Ed allora, ben vengano le autocelebrazioni dei partiti ma, con questo vento, ha ancora senso?

 

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